Critica

Giuseppe Martucci

1996

Alberto Venditti in sigla anni ‘40

Il frammento danza
In lastre di sole che dissemina il ricordo
In avveniristica versione
Quieto e solo il bambino
gioca nel ciottolame acquetrinoso
al rispecchio fugace dell’armonia
rallegrando l’innocenza
di fantastica tenerezza

Rossi e blu inquieti
di tempo e di storia vissuta
vegliano il dipinto e flettono i verdi
in luoghi adorni di chiome
e atmosfere spaziate d’estivo
E ancora il pittore si albera e dipinge
la natura viva e morta
nell’audace realismo giallomarrone
e il cenerino in eruzione vesuviana
raffina la Napoli universale di Venditti

Tensioni composite e ribelli inseguono
il ritmo della profondità autunnale
di un Parco Sempione milanese
o la furia della donna corrosa
di moderna inquietudine
in sigla anni ‘40§Numeri e poesia si celebrano d’avanguardia
in strappi informali briosi di luci
sagaci e puntuali
di nuova fertilità pittorica

Non ha tempo per dimenticare la tavolozza
e grintoso l’estro dipinge
il sensibile del garofano o la voglia d’anguria
in esultanza neofigurata
Una pulsione vendittiana
che rinnova e riscopre d’animo il sorriso
in futuribili lampi di cielo
che avverano di primavera il pensero
con magica d’artista